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Revisione Veicoli 2015: novità

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A partire dal 1 gennaio 2015 sono entrate in vigore numerose novità riguardo la revisione auto, con scadenze e obblighi più severi rispetto al passato soprattutto per i centri autorizzati. Questi ultimi, infatti, si sono dovuti dotare di un sistema di videosorveglianza per monitorare in tempo reale il regolare svolgersi di tutte le singole attività che effettuano sui mezzi revisionati.

 In realtà i centri autorizzati hanno ancora tempo fino al 31 ottobre 2015 per adeguarsi, a loro spese, a questo nuovo sistema MCTC NET2 che consentirà di verificare che all’interno delle officine l’attività di revisione venga svolta a regola d’arte. Ovviamente i controlli verranno effettuati a campione o sulla base di segnalazioni.

Poco è cambiato invece per quanto riguarda le scadenze e gli obblighi degli automobilisti. La revisione auto continua a doversi fare la prima volta entro quattro anni dall’immatricolazione del veicolo(quest’anno tocca quindi ai veicoli immatricolati nel 2011), e poi ogni due anni per le volte successive. 
Queste scadenze sono valide sia per le auto che per motocicli, ciclomotori, camper, furgoni, camion e rimorchi entro 3,5 tonnellate. La revisione è viceversa annuale per i veicoli con più di nove passeggeri, gli autocarri, i rimorchi con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate, le ambulanze e le vetture in servizio pubblico di piazza.

Tale sistema di videosorveglianza, collegato alla motorizzazione, attesta che non vengano compiute frodi a discapito dei clienti che affidano la propria auto per i periodici controlli.

La revisione va effettua presso la Motorizzazione Civile o in un centro autorizzato, entro e non oltre il mese corrispondente all’ultima revisione (o all’immatricolazione nel caso di prima revisione). Per prenotarla ci si deve recare, muniti di libretto di circolazione, in un’agenzia di pratiche automobilistiche. La tariffa per la revisione è fissa e ammonta a 65,68 euro, IVA compresa.

Ogni quanto tempo devo ricaricare il climatizzatore della mia auto?

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La risposta non è così semplice perchè, non essendo un'operazione di manutenzione periodica prevista nei tagliandi, non esiste una tempistica predefinita. Possiamo però consigliare di farlo ogni 2 anni o ogni 60.000 km, periodo dopo il quale pochi sanno che è consigliata la sostituzione del filtro , ovvero un componente dell'impianto di refrigeramento indispensabile per assorbire umidità e trattenere le impurità .
 Per sostituire il filtro disidratatore è necessario infatti scaricare il gas dall'impianto, creare il vuoto, pulire l'impianto clima con appositi detergenti e ricaricare l'impianto con il nuovo gas. Questa operazione è importante perchè mantiene l'impianto di climatizzazione sempre efficiente e soprattutto sanificato da eventuali sporcizie e muffe pericolose anche per la salute.

Detto questo, un altro fattore indice che è giunto il momento di fare un salto dal proprio meccanico è la capacità del vostro climatizzatore di rinfrescare l'abitacolo: se l'aria che fuoriesce non è più fredda e se il tempo necessario a rinfrescare l'abitacolo è troppo, sicuramente il vostro impianto di climatizzazione ha bisogno di un check-up. Le cause poi possono essere diverse e non solo dipendenti dall'assenze del gas refrigerante come falle all'impianto, intasamento del filtro antipolline (il quale però deve venire sostituito periodicamente durante il tagliando auto) e problemi al compressore.

In ogni caso è molto importante recarsi da un officina qualificata in possesso dell'attrezzatura giusta, sia per i check-up di routine (molti di questi vengono eseguiti gratuitamente), sia per tutte le operazioni di manutenzione e riparazione del vostro climatizzatore auto , desistendo da ogni tentativo di fai da te.

Per maggiori informazioni contattaci



Ci vuole quella giusta di pressione!

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Da una indagine condotta dalla Dekra, l’azienda specializzata in servizi automobilistici, ha rilevato che il 40% degli automobilisti controllano la pressione delle gomme meno di una volta all’anno. A quanto pare per una questione di pigrizia e trascuratezza ma anche per un malinteso senso del risparmio.

Per quanto concerne i costi delle gomme, se si trascura di mantenere la giusta pressione, essi aumentano perché il battistrada si consuma molto più velocemente. La cosa è presto spiegata: se la gomma manca di pressione, si sgonfia, quindi è maggiore la superficie che tocca a terra; e non c’è bisogno di essere gommisti per comprendere che in tale situazione la gomma si logora di più. E non si creda che allora convenga viaggiare con una pressione superiore a quella corretta. Anche in questo caso la conseguenza è un consumo anomalo , superiore al normale. La differenza è che con la gomma poco gonfia il consumo si verifica ai lati del battistrada, mentre se la pressione è eccessiva è la zona centrale che si usura più in fretta. 


Val la pena ribadire che in entrambi i casi le conseguenze sono negative per la sicurezza. Con gomme al di sotto della pressione giusta, la vettura diventa più difficile da controllare facendo assumere all’auto un’andatura ondivaga, causata dal non ottimale rapporto tra gomma e cerchio. Nel caso che la gomma sia invece gonfiata troppo, è la ridotta superficie di contatto che rende instabile la marcia. In entrambi i casi la situazione si traduce in una perdita di sicurezza. Per quanto riguarda l’aspetto dei maggiori costi si può calcolare che con la pressione sbagliata, il degrado del battistrada aumenta fino al 20%, mentre i consumi di carburante aumentano per il maggiore lavoro che il motore deve fare per contrastare le maggior difficoltà di rotolamento delle ruote. Si calcola che con una pressione più bassa di un bar, il consumo cresce del 5-6%. 

Il controllo della pressione delle gomme non è legato solo a condizioni o fatti particolari (urti contro marciapiedi, sassi eccetera) ma deve essere effettuato con regolarità sempre. Questo perché le gomme tendono a perdere pressione anche senza che si verifichi traumi. A lasciar passare un po’ aria è la stessa gomma (si stimano in 5-6 centesimi di bar al mese), oltre alle perdite che possono esserci tra cerchio e pneumatico. 

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